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Il Comune di Nocciano

2006-02-20 19:07:47

 

  Il Comune di Nocciano, è situato in zona collinosa fra le vallate dei fiumi Pescara e Nora in una bella posizione panoramica. Il paese sorge su una collina a 301 metri s.l.m. delimitato dal corso del torrente Nora a Nord e del torrente Cigno  a Sud, dista 28 Km da Pescara.

Le fanno da contorno le vette della MAJELLA del MORRONE e del GRAN SASSO che offrono al visitatore stupendi panorami. Nel suo stemma appare una noce, è il toponimo del paese, le cui origini sono oscure, potrebbe derivare da Noccius. Nell'agro circostante sono stati ritrovati oggetti pre-romani e romani, la zona appare in documenti  casauriensi del IX secolo, sempre senza alcuna citazione esplicita del paese. Dagli scavi eseguiti nei dintorni del centro abitato, sono affiorati parecchi ruderi di costruzioni romane e numerosi oggetti antichi come armi, anfore e sarcofaghi ( di cui uno è esposto nell'atrio del castello medioevale). Nel 1994, sono affiorati resti di una villa di epoca romana con pavimenti a mosaico, che legano le origini di Nocciano all'esistenza nel luogo di un'antica città romana detta Follonica. L'antica chiesa di S.Lorenzo Martire, presumibilmente costruita sui resti di un antico tempio pagano, lungamente abbandonata e semidistruita, mostra evidenti segni della sua origine romanica. La chiesa francescana di S. Antonio di Padova, conserva un pregevole coro ligneo settecentesco ed un  pulpito di Modesto Salvini di Orsogna. Nei pressi della chiesa, sul lato sinistro l'ex convento trasformato in Palazzo Mapei, che conserva la cisterna dell'antico chiostro dell'originaria struttura ed alcuni ambienti  caratteristici.

Antiche sono anche la chiese della Madonna delle Grazie, San Rocco e San Vittorino. La chiesa della Madonna delle Grazie, si trova in C.da Casali, sulla strada che dal paese, fiancheggiando il campo sportivo porta a Collina. È di stile romanico ed il tetto è a capriata a due falde, con affreschi del XIV - XV secolo. A poca distanza, si conserva ancora la fonte di Mezzalibbra. La chiesa di San Rocco, è molto piccola e vi si conserva una tela raffigurante S. Rocco. La cappella di San Vittorino, sita sul lato sinistro della provinciale che porta al paese, all'incrocio con la strada comunale che porta alla chiesa della Madonna delle Grazie. Di questa cappella si ha notizia sin dal 1328. Invece, la chiesa di S. Biagio e quella in Madonna del Piano ( San Donato), di cui si conserva solo documentazione storica, sono state  abbattute. La prima si trovava nel centro storico, in una posizione più alta rispetto ai fabbricati limitrofi, è stata demolita intorno agli anni '60. All'interno, cinque medaglioni in stucco dipinto, spostati poi nella chiesa della Madonna delle Grazie, raffiguravano la Donna del pozzo ( la Lamaritana e Gesù ) e l'Annunciazione. La tela della madonna del Rosario del XIII secolo si trova invece nella Chiesa di S. Antonio.  La chiesa  della Madonna del Piano, la cui costruzione, secondo le caratteristiche risale al XIV - XV secolo, infatti sul portale vi era la data 1622, fu demolita intorno agli anni '60. Si trovava nelle immediate vicinanze del castello, dove ora c'è la casa canonica.

L'antico Castello medioevale con il torrione con base a scarpata, acquistato e ristrutturato dalla amministrazione comunale, ospita un Museo d'Arte. Dal 1997 è sede di un centro di formazione professionale per la pubblica amministrazione diretto dalla Provincia. Al centro del paese troviamo l'antico Palazzo degli Aliprandi che, pur spogliato degli antichi splendori, offre linee architettoniche di buon pregio ed affreschi del XIV secolo e il baronale Palazzo Gasbarri in stile Barocco.

 

L'economia locale si basa prevalentemente sull'agricoltura specializzata; ottimo il vino ottenuto da vitigni Montepulciano D'Abruzzo D.o.c. e       Trebbiano D'Abruzzo D.o.c.. Rilevante è la produzione di Olio Extra Vergine di oliva ottenuto dal ceppo indigeno Dritta. Altro prodotto locale famoso è la rinomata porchetta fatta di giovane porco al forno.

Negli ultimi anni si sono sviluppati insediamenti artigianali ed industriali tessili, meccanici ed informatici. La tradizione abruzzese ha radici lontane, tanto da meritare citazioni da parte di Polibio, Marziale, Plinio il Vecchio e Columella, che narrarono i vini della valle Peligna. Grazie al notevole incremento della superficie vitata avvenuta a cavallo tra gli anni '50 e '60 del XX secolo, la produzione nella provincia di Pescara si distingue per resa, cui corrisponde un notevole livello qualitativo. Dalla fascia costiera adriatica si attraversano basse e aggraziate colline dove le coltivazioni, con sistemi a filare e a tendone, interessano sia vitigni tradizionali sia varietà non autoctone quali Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Malbec e Pinot nero che da queste parti hanno trovato una buona situazione climatica. Più verso l'interno si è nella zona dei due tradizionali vini DOC (il Montepulciano d'Abruzzo e il Trebbiano d'Abruzzo) dove la vite abbonda sui fertili terreni argilloso calcarei e gode di un'ideale escursione termica notturna.

redatto da Vincenzo Palumbo

 


 

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